Euclide

Non si sa molto di questo grandissimo matematico dell'antichità, attivo in Alessandria d'Egitto: i suoi Elementi sono collocabili intorno al 300 a.C. Con tale opera nasce il cosiddetto metodo assiomatico, nel quale, oltre alle definizioni degli 'enti elementari' del sistema ed alla definizione del 'corretto modo di ragionare' (le regole di inferenza), si pongono come date delle proposizioni la cui verità viene accettata senza dimostrazione. Tali proposizioni (gli assiomi) servono come punto di partenza dal quale dimostrare in modo rigoroso (usando le regole di inferenza) tutto quanto segue (i teoremi). All'inizio di questo secolo è sorta una discussione molto approfondita sui limiti del metodo assiomatico, i cui esiti sono, a mio avviso, strabilianti.

Quando si dice 'Euclide' vien subito in mente la geometria (euclidea, appunto...), ma negli Elementi Euclide non tratta solo questa materia, bensì anche interessanti aspetti della teoria dei numeri. È sua la prima dimostrazione del teorema fondamentale dell'aritmetica, come pure dell'esistenza di un numero infinito di numeri primi e di terne pitagoriche. Quest'ultima, nella sua semplicità, dimostra meravigliosamente che bella cosa è un genio al lavoro... la consiglio vivamente! (Per queste dimostrazioni vedi la list box in alto).
Va osservato come Euclide tratti i numeri sempre da un punto di vista geometrico, e quindi conduca le sue dimostrazioni trattando segmenti. In queste pagine utilizzerò invece metodi algebrici e questo solo perché personalmente li trovo più comodi. Le versioni originali di Euclide le trovate in questo sito, davvero eccezionale.


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