Richard Wagner
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Per decenni ho tenuto i CD dell'Anello del Nibelungo di Richard Wagner in rigorosa quarantena. Come molti consideravo Wagner terribilmente noioso, anche se mai mi sono sentito, come recita una famosa battuta di quel geniaccio di Woody Allen, "spinto all'invasione della Polonia" dall'ascolto della sua musica.

Ho dovuto attendere un periodo di riposo forzato per vincere il pregiudizio e mettermi ad ascoltare queste opere. È stata una scoperta che non mi aspettavo: subito dopo l'ascolto appena un po' attento del primo lavoro (L'oro del Reno) mi sono reso conto dell'incredibile ricchezza di quest'opera immensa e ho cominciato a leggere e a studiare un po'.

L'Anello del Nibelungo è un'opera di dimensioni colossali, che ha impegnato il suo autore per quasi trent'anni. Direi che noialtri mortali possiamo ben dedicare qualche ora del nostro tempo per cercare di capirci qualcosa...



Buon divertimento!

Beh, va pur detto che se lo si ascolta distrattamente è ben difficile cogliere qualcosa di sensato oltre ad una 'vociferazione' quasi insopportabile...
Questo per dire che Wagner non va ascoltato distrattamente: occorre dedicare tempo e pazienza.
Consiglio Wagner Nights di Ernest Newman, Castelvecchi editore 2013, opera che ho usato moltissimo. Quasi nulla in queste pagine è farina del mio sacco...
Grande aiuto per l'identificazione dei Leitmotive l'ho ricevuto dalle note di Raffaele Mellace nel programma di sala della Scala di Milano, stagioni 2010-2013.
Molto interessante anche Il mio Wagner di Giuseppe Sinopoli, Marsilio editore 2006.
Per i libretti (tradotti da Franco Serpa con testo a fronte) consiglio L'inizio e la fine del mondo, di Gastón Fournier-Facio e Alessandro Gamba, Il Saggiatore 2013.
Un paio di cifre: 4 opere, 15 ore circa di musica, 21901 battute in 2084 pagine a stampa.
Dal primo abbozzo (1848) alla prima rappresentazione (1876) passarono 28 anni.