Nisargadatta Maharaj
Seleziona:

4. 13 Maggio 1970




I.: Il problema della causalità è indubbiamente uno dei più dibattuti. Ci si chiede se l'universo sia o no soggetto a quella legge. Voi propendete per la non-causalità, e sostenete che tutto appare e scompare senza motivo.
M.: Causalità significa il succedersi, nel tempo, di eventi nello spazio, il quale è fisico e mentale. Tempo, spazio e causalità sono categorie della mente, che sorgono e tramontano con la mente.
I.: Nei limiti del funzionamento mentale, la causalità è valida.
M.: La cosiddetta legge di causalità è un prodotto della mente e, come tale, è contraddittoria. Niente di esistente ha una causa particolare, e l'universo nella sua globalità provvede fino all'ultimo granello; niente potrebbe essere com'è, se l'universo non fosse quello che è. Quando la fonte e il fondamento di tutto è anche la sua unica causa, è errato parlare di causalità come della legge universale. L'universo non è vincolato dal suo contenuto perché le sue potenzialità sono infinite, ed è l'espressione di un principio fondamentalmente e totalmente libero.
I.: Capisco. È un errore parlare di una cosa come della causa unica di un'altra, in linea di principio; ma nella vita concreta, ogni azione che intraprendiamo, è sempre in vista di un risultato.
M.: Sì, c'è un gran darsi da fare in quel senso, a causa dell'ignoranza. Se la gente sapesse che niente accade se l'universo non lo fa accadere, otterrebbe molto di più con una spesa di energia molto minore.
I.: Se tutto esprime la totalità delle cause, si può parlare di un'azione significativa in vista di un risultato?
M.: La spinta stessa a raggiungere è un'espressione del tutto. In sé mostra soltanto che un'energia potenziale è sorta a un dato momento. È l'illusione del tempo che ti fa immaginare la causalità. Quando il passato e il futuro sono visti nel presente atemporale, come parti di un modello comune, l'idea di causa-effetto perde la sua preminenza e la libertà creativa prende il suo posto(1).
I.: Eppure non capisco come tutto possa sorgere senza una causa.
M.: Quando dico senza causa, intendo: senza una causa specifica. Non c'era bisogno di tua madre per farti nascere, qualunque altra donna avrebbe potuto darti la vita. Ma non saresti potuto nascere senza il sole e la terra, benché poi il fattore cruciale sia un altro: il tuo desiderio. È il desiderio che fa nascere, che dà nome e forma. Immaginato e ricercato, il desiderabile si manifesta come qualcosa di tangibile o di almeno concepibile. È così che sorge il mondo in cui viviamo, il nostro mondo personale. Di là dalla mente è il mondo reale, che però, attraverso la rete dei desideri, ci appare spartito in piacere e dolore, giusto e sbagliato, interno ed esterno. Per vederlo com'è, bisogna sporgersi oltre la rete, mettere il piede al di là. È una rete piena di buchi, perciò non sarà difficile.
I.: Che cosa intendete per "buchi"? E come trovarli?
M.: Guarda la rete e le sue contraddizioni. Ad ogni passo fai e disfi. Aspiri alla pace, all'amore, alla felicità e fai di tutto per propagare il dolore, l'odio, la guerra. Desideri una vita lunghissima ma non smetti di rimpinzarti, ci tieni all'amicizia e non esiti a sfruttare il prossimo. Questa è la rete di contraddizioni in cui sei impigliato. Guardale e rimuovile: al solo vederle spariranno.
I.: In questo caso non c'è un nesso causale tra il mio vedere le contraddizioni e il loro dileguare?
M.: La causalità, anche come concetto, non si adatta al disordine.
I.: In che misura il desiderio è un fattore causante?
M.: Per ogni cosa ci sono innumerevoli fattori causanti, e il desiderio è uno di questi. Ma la fonte di tutto ciò che è, è la Possibilità Infinita, la Realtà Suprema che è in te, e proietta la sua luce, potere e amore su ogni esperienza. Ma questa fonte non è una causa, e nessuna causa è la fonte. Per questo dico che tutto è non-causato. Puoi tentare di ricostruire in che modo accade una cosa, ma non perché è quello che è. È com'è, perché l'universo è quello che è.



Tratto da Io sono Quello
Rizzoli Editore - Milano 1981, 82
Introdotto, curato e tradotto da Grazia Marchianò
Riprodotto su autorizzazione


Vedi Eckhart:
(E3 a pag. 61) Come ho detto prima, il Padre celeste ti dona la sua Parola eterna e in questa stessa Parola ti dona la sua vita e il suo essere e la sua Divinità, assolutamente, perché il Padre e il Verbo sono due Persone e una sola vita e un solo essere indiviso. Quando il Padre ti accoglie in questa stessa luce, perché tu conosca e contempli questa luce in questa luce nello stesso modo in cui Egli conosce se stesso e tutte le cose secondo la sua potenza paterna in questa Parola - la stessa Parola secondo ragione e verità, come ho detto -, ti dona anche il potere di generare con Lui stesso te stesso e tutte le cose, e ti dona la sua stessa potenza, proprio come alla Parola stessa. Allora insieme al Padre, nella potenza del Padre, tu generi incessantemente te stesso e tutte le cose in un ora presente.





';
';
';